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Metodologia e tecniche

Lo psicologo cognitivo - comportamentale possiede nel suo repertorio una serie di tecniche di derivazione comportamentale, cognitiva e relazionale, che utilizza all'interno della cornice della relazione terapeutica.

Il contesto degli incontri può essere differenziato secondo il tipo di problemi e secondo gli scopi dell'intervento e può quindi consistere in colloqui individuali, in sedute di coppia o familiari, o in interventi di gruppo.

Per sintetizzare possiamo dire che il modello cognitivo comportamentale si riferisce ad un approccio:

  • Scientificamente fondato: E’ stato dimostrato attraverso studi controllati che la terapia cognitivo comportamentale è un approccio efficace per numerosi problemi di tipo clinico, in particolare risulta efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute.
  • Mirato allo scopo: nei primi incontri, previa una approfondita valutazione diagnostica, vengono concordati gli obiettivi da raggiungere, viene stabilito un piano di trattamento che si adatti alle esigenze del singolo, vengono previsti i tempi e le modalità di verifica per il raggiungimento dei cambiamenti auspicati.
  • Attivo e collaborativo: psicologo e paziente lavorano insieme per riconoscere e modificare le condizioni da cui si originano i problemi emotivi e di comportamento. Lo psicologo propone le strategie per la soluzione dei problemi, il paziente avrà il compito di mettere in pratica le strategie maturate durante gli incontri nello spazio tra una seduta e l'altra.
  • Centrata sul presente: il lavoro terapeutico, soprattutto quando mirato alla soluzione di problematiche specificie, si basa sull'elaborazione di quello che succede nella vita attuale della persona, anche se l'attenzione al passato e alla "storia" personale è sicuramente importante in fase diagnostica e in alcune categorie di intervento.
  • A breve termine: in genere gli interventi variano, in funzione del tipo di problema, dai tre ai dodici mesi (ove possibile).
  • Integrabile e flessibile: nei casi di particolare gravità si presta a sinergie con il trattamento farmacologico.
  • Efficace a lungo termine: le ricerche effettuate finora, in studi replicabili, dimostrano che, per una vasta gamma di disturbi, i cambiamenti ottenuti con queste tecniche si mantengono a lungo nel tempo.